Carme al re roberto 1025 – poemetto in latino Versi 1-4 Così come creati, uguali son tutti gli uomini. E unica è la casa di Dio, sotto un’unica Legge; e una sola è la fede. Eppure triplice è l’ordine degli uomini


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jenengCarme al re roberto 1025 – poemetto in latino Versi 1-4 Così come creati, uguali son tutti gli uomini. E unica è la casa di Dio, sotto un’unica Legge; e una sola è la fede. Eppure triplice è l’ordine degli uomini
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PANEBIANCO VOL 1

INDICE

SOCIETà

8-9

LINGUE ROMANZE

41

NASCITA LETTERATURA IN FRANCIA E ITALIA

44-45

SOGGETTI E LUOGHI DELLA CULTURA 1

23

SOGGETTI E LUOGHI DELLA CULTURA 2

38- 39

VISIONE TRASCENDENTE

18

CONCEZIONE ALLEGORICA- SIMBOLICA

28-30

DECALOGO DELLA CAVALLERIA

24

AMORE CORTESE

48-49

STILNOVO

132















I TRE ORDINI DELLA SOCIETà

8-9


ADALBERONE DI LAON -

CARME AL RE ROBERTO 1025 – poemetto in latino

Versi 1-4

Così come creati, uguali son tutti gli uomini.

E unica è la casa di Dio, sotto un’unica Legge;

e una sola è la fede. Eppure triplice è l’ordine degli uomini.
Versi 5-6

Davanti a tutti stanno due: uno è re, l’altro è imperatore;

col loro comando lo Stato appare solido.
Versi 8-10

I guerrieri, protettori delle chiese,

difendono il popolo tutto, i maggiori e i minori

e nello stesso modo così se stessi tutelano.
Versi 11-12 e 15-16

L’altra categoria è quella della condizione servile.

Questo genere misero non possiede nulla se non il lavoro.



I servi sono per tutti denaro, vestiti, nutrimento.

Infatti nessun uomo libero potrebbe vivere senza servi.
Versi 21- 27

La casa di Dio, che si crede una, è dunque triplice.

Alcuni pregano, altri combattono. Altri ancora lavorano:

tutte e tre le parti stanno insieme e non tollerano separazione.

Si trovano in questo stato grazie ai servizi della prima;

le opere delle altre due, alternativamente, offrono a tutti soccorso.

Tale triplice intreccio è pertanto semplice.

Così la legge ha prevalso, così il mondo si è pacificato.




1-In cosa la casa di Dio dimostra di essere a immagine e somiglianza di Dio stesso?

2- Che potere rappresentano re e imperatore (spirituale o temporale?)

3- Che differenza c’è tra il re e l’imperatore?

4- A che classe appartengono i guerrieri?

5-Perché si afferma che nessun uomo libero può vivere senza servi?

6-La casa di Dio è : il Paradiso, la comunità dei sacerdoti o l’intera società umana?

7- Perché i tre Stati non tollerano separazione?




ALCUNI PREGANO. ALTRI COMBATTONO. ALTRI LAVORANO



SOVRANO – NOBILI VASSALLI (GUERRIERI) – CONTADINI (SERVI)




LE LINGUE ROMANZE

41


Già nell’antica Roma il latino scritto era molto diverso dal latino parlato, che, tra l’altro variava da regione a regione.
LATINO SCRITTO CARATTERIZZATO DA UNIFORMITà E PRECISIONE DI

REGOLE GRAMMATICALI

USATO NELLA COMUNICAZIONE SCRITTA UFFICIALE E

DOTTA
LATINO PARLATO LINGUA PARLATA DAL POPOLO, IN CONTINUA

MUTAZIONE E DIVERSO DA REGIONE A REGIONE



Dopo la caduta dell’Impero romano, con le invasioni barbariche e la divisione politica che ne seguì, il latino parlato si trasformò ulteriormente differenziandosi talmente da luogo a luogo da essere considerato una LINGUA NUOVA, diversa dal latino, formata da diversi VOLGARI (VOLGARE= LINGUA PARLATA DAL POPOLO)
Intorno all’anno MILLE si crearono due ceppi linguistici:

  1. A NORD – ceppo germanico (tedesco- anglosassone, danese, norvegese, svedese)

  2. A SUD – ceppo romanzo o neolatino, che, a contatto con le parlate dei vari popoli barbari, si trasformò gradualmente differenziandosi a seconda dei territori (ITALIANO, FRANCESE, SPAGNOLO, PORTOGHESE, ROMENO)







  1. Che differenza c’è tra il latino scritto ed il latino parlato?

  2. Quali fattori hanno portato alla nascita del volgare?


3-Quali lingue si sarebbero formate in Europa dal contatto tra lingue romanze e lingue barbare?

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LA PRODUZIONE LETTERARIA IN EUROPA E IN ITALIA

44- 45

Nel periodo tra XI e XIII secolo in diverse regioni europee fecero la loro comparsa le letterature in lingua volgare (= i primi testi di tipo poetico- artistico scritti non più in latino ma in lingua volgare)

Alla nascita delle letterature in volgare contribuirono i mutamenti politici e sociali verificatisi dopo il MILLE:

la ripresa economica, la ripresa delle città,la diffusione di una mentalità più attiva e dinamica, la fioritura di una cultura raffinata “cortese” e laica, nell’ambito delle corti feudali più ricche e nelle città, ed un rinnovamento religioso basato su una visione più aperta e serena di Dio e del creato.
La elaborazione di un volgare scritto in Italia fu più lenta che nella vicina Francia.

Nel corso del Duecento (XIII sec.) si formò una letteratura italiana, ma con caratteristiche diverse da regione a regione a causa del frazionamento politico dell’Italia.





  • ITALIA CENTRALE (UMBRIA) poesia religiosa – Francesco d’Assisi e Jacopone da Todi




  • ITALIA MERIDIONALE (SICILIA) poesia d’amore su modello provenzale, poeti della corte di Federico II di Svevia




  • AREA TOSCO-EMILIANA (BOLOGNA, FIRENZE) , poeti di derivazione provenzale e siciliana- scuola del DOLCE STILNOVO (Dante, Guinizzelli, Cavalcanti) e poeti comico-realistici (Cecco Angiolieri)



Il volgare italiano stentò ad affermarsi nella prosa. In genere i trattati erano scritti in latino. Alcune opere furono scritte in francese (IL MILIONE – cronaca di viaggio- di Marco Polo).

In volgare venne composto il genere della novella (IL NOVELLINO)
LA FRANCIA

La Francia fu il primo paese europeo a produrre una letteratura volgare scritta – nell’ambito delle CORTI FEUDALI, diventate ricche e raffinate dopo il mille, già a partire dal XI sec.

Le aree linguistiche della Francia furono due: la LINGUA D’OC (OCCITANICO o PROVENZALE) nelle regioni centro- meridionali, e la LINGUA D’OIL (da cui inseguito deriverà OUI , il “sì” francese) nelle regioni settentrionali.
Le prime opere della letteratura francese furono la trascrizione di testi della tradizione orale:

l’epica – CHANSONS DE GESTE -storie e leggende di guerra ed eroi guerrieri che celebravano la grandezza del popolo di Francia– recitate da giullari e cantori in lingua d’oil.

Le Chansons de geste possono essere distinte in tre filoni narrativi (CICLI):


  1. Il ciclo carolingio – incentrato sulla figura di Carlo Magno, difensore della fede cristiana contro l’invasione degli arabi, insieme ai suoi paladini

  2. Il cilco bretone- arturiano, di carattere “cortese” e fantastico, d’amore e di avventura, che ha per protagonisti re Artù e i cavalieri della tavola Rotonda

  3. Il ciclo classico, di minore importanza, con personaggi dell’antichità


La lirica provenzale, in lingua d’oc- poesie liriche spesso di carattere amoroso e cortese, che ispirarono poi i poeti siciliani e toscani





  1. Perché in Italia si formò una grande varietà di lingue volgari?

  2. Quali furono i fattori che contribuirono all’affermazione delle letterature in lingua volgare?



  1. Quali sono le principali aree linguistiche in Italia?

  2. Quali sono i generi letterari delle origini?



  1. Quando ebbe inizio la letteratura francese?

  2. In quale ambiente era diffusa?

  3. quali generi letterari si diffusero e a quali aree linguistiche appartenevano?

  4. Quali argomenti trattavano le chanson de geste?

  5. Quali argomenti trattavano prevalentemente le liriche provenzali?



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I SOGGETTI E I LUOGHI DELLA CULTURA

23



I CHIERICI -IL MONASTERO
Nell’Alto Medioevo la cultura scritta era totalmente in mano alla Chiesa.




Quindi l’intellettuale era un ecclesiastico = CHIERICO

I luoghi più importanti della cultura medioevale furono i monasteri: presso di essi vi erano le scuole, le biblioteche e gli scriptoria, dove i monaci- amanuensi trascrivevano in codici gli antichi testi. I testi potevano essere copiati solo a mano in ore e anche anni di lavoro, erano rari e preziosissimi, solo pochi potevano averli , leggerli e studiarli.
scriptoria

Lo scriptoria nel monasatero – tratto dal film “IL NOME DELLA ROSA”




1- Chi è il chierico?
2- Perché il monastero è il più importante centro della cultura medioevale?



LE SCUOLE VESCOVILI E LA SCUOLA PALATINA

Quando il potere politico si rafforzò con la nascita del Sacro Romano Impero Carolingio, l’imperatore Carlo Magno diede vita ad una riforma della cultura istituendo una scuola in ogni sede vescovile ed in ogni abbazia e creò una scuola di palazzo – la schola palatina -nella sua corte di Aquisgrana, aperta anche ai laici di corte (ministri, funzionari)

I LAICI -LE CORTI FEUDALI

In Francia settentrionale ed in Provenza (Francia Meridionale) , nei castelli feudali divenuti non più solo fortezze adatte alla guerra, ma corti ricche e raffinate dove si svolgevano feste e banchetti, si diffuse la cultura CORTESE,

Giullari e trovatori, artisti e letterati non più chierici, ma LAICI, si rivolgevano ad un pubblico di dame e cavalieri, anch’esso prevalentemente LAICO, e celebravano con le loro opere recitate e cantate (poemi epici e cavallereschi in lingua d’oil, poesie liriche in provenzale, o lingua d’oc)i valori – fondamentalmente LAICI - della classe feudale (nobili) e gli ideali cavallereschi .


3- Quali sono i luoghi della cultura medioevale tra il XI e il XIII sec.?

4- Chi sono gli intellettuali laici?

5-Che differenza c’è tra i valori dei laici e quelli dei chierici?
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